La cura della di una dama romana comprendeva maschere di bellezza per schiarire la pelle e contro le rughe, belletti per truccarsi, come fondotinta e cerone, nero per le ciglia e le sopracciglia, ombretti colorati, fatti con sostanze naturali non sempre gradevoli (molto usato lo sterco di vari animali, il grasso di pecora o d’oca, il fiele). Le donne si tingevano anche i capelli in biondo, nero, rosso, se li arricciavano con appositi ferri, oppure usavano complicate parrucche fatte di capelli di donne indiane o barbare. Anche gli uomini non sfuggivano all’ambizione: "Ti spacci per giovane, Letino, tingendoti i capelli: tanto che all’improvviso sei diventato un corvo tu che prima eri un cigno “ (Marziale, Epigrammata, 3,43).
The Roman Woman
The skincare routine of a Roman woman consisted of anti-aging and clarifying facial masks, makeup products such as foundation and greasepaint, mascara for eyelashes and eyebrows, coloured shades made of natural substances, sometimes quite unpleasant (animal excrements, sheep or goose grease, bile). Women dyed their hair blonde, black or red; they curled them using special irons or wore elaborate wigs made of Indian or barbarian women’s hair. Men made no exception: “You pretend to be young, Letino, and colour your hair: you were a swan and suddenly you are a raven” (Marziale, Epigrammata, 3, 43).