Stefano Bertolucci fotografa come professionista dal 1978,
anno in cui pubblica la prima immagine sul Corriere della Sera.
Per tutti gli anni ‘80 e ’90 collabora con quotidiani, mensili e riviste
in genere con reportage di attualità, costume, cinema, teatro e scienza.
Fino al 2007 collabora con l’agenzia Grazia Neri che distribuisce i suoi reportage.
Dal 1982 al 2009 gestisce lo Studio Imagine collaborando alle immagini pubblicitarie
di grandi aziende italiane come il gruppo Coin/Oviesse e Safilo,
con Unindustria Venezia e molte Agenzie di pubblicità.
Dal 2010 al 2015 è docente di fotografia digitale e postproduzione presso
l’ Istituto Superiore di Fotografia e Arti Visive (ISFAV) di Padova.
Ha esposto in gallerie d’arte italiane ed estere sia con esposizioni personali che collettive.
Nel periodo 2015/17 ha realizzato molti corsi di fotografia
per architetti (accreditati CNAPPC) in svariate provincie italiane.
Collabora con Doc Servizi Soc. Coop. Coordinando il gruppo di soci fotografi
a livello nazionale Gestendo collaborazioni come con la rivista Amadeus.
Attualmente è impegnato anche nel gruppo di lavoro Doc Creativity “Studio8” a Padova.

Stefano Bertolucci has been a professional photographer since 1978,
year in which he publishes the first image in the Corriere della Sera.
Throughout the 80s and 90s he collaborated with newspapers, magazines and magazines
generally with reportage of current affairs, customs, cinema, theater and science.
Until 2007 he collaborates with the agency Grazia Neri who distributes his reports.
From 1982 to 2009 he manages the Imagine Studio collaborating on advertising images
of large Italian companies such as the Coin / Oviesse and Safilo group,
with Unindustria Venezia and many advertising agencies.
From 2010 to 2015 he is a professor of digital photography and post-production at
the Higher Institute of Photography and Visual Arts (ISFAV) of Padua.
He has exhibited in Italian and foreign art galleries both with personal and collective exhibitions.
In the period 2015/17 he made many photography courses
for architects (CNAPPC accredited) in various Italian provinces.
Collaborate with Doc Servizi Soc. Coop. Coordinating the group of photographers
at the national level Managing collaborations as with the Amadeus magazine.
He is currently also involved in the Doc Creativity "Studio8" working group in Padua.

ALTINO E I VETRI ROMANI

Ho avuto la fortuna, soprattutto nel decennio ‘80/’90, di collaborare con grandi aziende del
settore vetrario muranese come Vistosi, Seguso, Venini, Foscarini.
In questo periodo la personale conoscenza di artisti come Loredano Rosin mi ha fatto capire
l’infinita magia di questo materiale, il vetro, dalle mille forme e colori, plasmabile
e in grado di assumere qualsiasi forma, colore, trasparenza e solidità.
Riscoprire i vetri del museo di Altino, realizzati con tecniche, materiali e colori simili
duemila anni fa è un’emozione forte. I nostri antenati, pur senza la moderna tecnologia, erano
in grado di realizzare manufatti incredibili nella loro bellezza creativa e nella realizzazione.
Grande stupore nel vedere vasi e coppe raffinatissime, dal design modernissimo
e dalle soluzioni artistiche incredibili, come le venezianissime Murrine.
Già la capacità di realizzarle oggi, vedendo il risultato finale, lascia stupiti ed increduli.
Pensarle e realizzarle duemila anni or sono rende solo una pallida idea delle capacità
di queste popolazioni che a noi possono sembrare arretrate.
Non tragga in inganno quello che vediamo oggi, vestigia di questi manufatti raffinatissimi.
Per chi non ne fosse consapevole ricordo che il vetro non è un solido ma viene definito
“liquido ultra denso” e che i reperti odierni sono stati fabbricati 2000 anni fa, hanno
subito l’uso quotidiano, la sepoltura, l’oblio ed il ritrovamento; ancora oggi mantengono
intatti colori, forme, indicazione sul loro uso da parte di una civiltà raffinatissima.
Ancora oggi, dopo duemila anni, possiamo riconoscere, e riconoscerci, il loro uso e la
loro bellezza; provate a fare un pensiero sul futuro della nostra,
per altro utilissima, “meravigliosa” tecnologia!

I was lucky, especially in the '80s /' 90s, to collaborate with large companies in the
Murano glass industry such as Vistosi, Seguso, Venini, Foscarini.
In this period the personal knowledge of artists such as Loredano Rosin made me understand
the infinite magic of this material, the glass, of a thousand shapes and colors, pliable
and able to assume any shape, color, transparency and solidity.
Rediscover the glass in the Altino museum, made with similar techniques, materials and colors
two thousand years ago it is a strong emotion. Our ancestors, though without modern technology, were
able to create incredible artifacts in their creative beauty and realization.
Great amazement in seeing very refined vases and cups, with a very modern design
and incredible artistic solutions, like the very Venetian Murrine.
Already the ability to realize them today, seeing the final result, leaves amazed and incredulous.
Thinking about it and making it happen two thousand years ago makes it only a pale idea of ​​abilities
of these populations that may seem backward to us.
Do not mislead what we see today, vestiges of these refined artifacts.
For those who were not aware, I remember that glass is not a solid but is defined
"Ultra-thick liquid" and that today's artifacts were manufactured 2000 years ago, they have
immediately daily use, burial, oblivion and discovery; they still maintain today
intact colors, shapes, indication on their use by a highly refined civilization.
Even today, after two thousand years, we can recognize, and recognize, their use and the
their beauty; try to think about the future of ours,
for other useful, "wonderful" technology!

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